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sabato 29 dicembre 2012




:-( noi non dimentichiamo ♥

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Massacre of Wounded Knee

"Negli ultimi giorni del dicembre 1890, la tribù di Miniconjou guidata da Piede Grosso, alla notizia dell'assassinio di Toro Seduto, partì dall'accampamento sul torrente Cherry per recarsi a Pine Ridge, sperando nella protezione di Nuvola Rossa.
Il 28 dicembre furono intercettati da quattro squadroni di cavalleria Settimo Reggimento guidato dal maggiore Samuel Whitside, che aveva l'ordine di condurli in un accampamento di cavalleria sul Wounded Knee. 120 uomini e 230 tra donne e bambini furono portati sulla riva del torrente, accampati e circondati da due squadroni di cavalleria e sotto tiro di due mitragliatrici. Il comando delle operazioni fu preso dal colonnello James Forsyth e l'indomani gli uomini di Piede Grosso, ammalato gravemente a causa di una polmonite, furono disarmati. Coyote Nero, un giovane Miniconjou sordo, tardò a deporre la sua carabina Winchester, fu circondato dai soldati e, mentre deponeva l'arma, partì un colpo a cui seguì un massacro indiscriminato. Il campo venne falciato dalle mitragliatrici e i morti accertati furono 153. Secondo una stima successiva, dei 350 Miniconjou presenti, ne morirono quasi 300.
Venticinque soldati furono uccisi, alcuni probabilmente vittime accidentali dei loro compagni.
Dopo aver messo in salvo i soldati feriti, un distaccamento tornò sul campo dove furono raccolti 51 indiani ancora vivi, quattro uomini e 47 tra donne e bambini. Trasportati a Pine Ridge, furono in seguito ammassati in una chiesetta ove (per gli addobbi natalizi) si poteva leggere la scritta:
« Pace in terra agli uomini di buona volontà. »
A Wounded Knee, sul cartello verde dove si può leggere la storia del Massacro, è riportata la scritta: Massacre of Wounded Knee. La scritta Massacre venne aggiunta sopra la vecchia scritta Battle in quanto inizialmente venne dato il nome di Battaglia di Wounded Knee e, spesso, viene tuttora riportata e ricordata come ultimo scontro" armato tra nativi e Governo

♥ 29 dicembre 1890 ♥

Per non dimenticare ♥ 29 dicembre 1890 ♥

venerdì 21 dicembre 2012

Per i nativi americani il Natale non è un evento che accade una volta all'anno in cui tutti si uniscono a mangiare e aprire vari regali cantando canzoni natalizie. Possiamo farlo anche noi,ma in un modo distinto e diverso.Natale per un nativo è ogni giorno e non uno solo.Facciamo pasti tradizionale,condividiamo con gli altri piuttosto di prendere,se abbiamo bisogno di prendere qualcosa di nuovo, chiediamo il permesso delle piante,erbe e animali se possiamo prenderli per il cibo.Quando mangiamo,siamo sempre umili verso il nostro Creatore e lo ringraziamo per l’abbondanza che ci dà ogni giorno.Non soltanto per il cibo,ma anche per l’aria che respiriamo,l’acqua che c'è stata fornita da bere.Noi sappiamo che tutto questo proviene dal Creatore,le nostre preghiere si dedicano sia per in nostri antenati che per Cristo,nella speranza che tornerà un giorno a portarci a casa.Da noi si dice durante il Natale camminiamo sul sentiero rosso...questo significa che ci sottomettiamo ad una vocazione superiore della propria, le credenze spirituali dei nativi non sono tanto diverse da quelle cristiani.E' scritto nei nostri testi antichi,come anche nella Bibbia,che quelli che seguono la fede,vestire gli ignudi,nutrire gli affamati dar da bere agli assetati e guarire i malati...per noi nativi non è molto diverso,seguiamo gli stessi principi.Se qualcuno ha bisogno di qualcosa,le viene dato un aiuto spirituale oltre che a cibo,coperte,tende cure ecc. Condividere l’amore col il prossimo è Natale.Costruiamo anche le mangiatoie (presepe) molto simile come lo fanno le chiese tradizionali nel periodo natalizio.Ogni tribù ha la sua storia ed usanza,non ci sono le pecore,noi usiamo i nostri animali tradizionali...la bufala,l’orso,il lupo,l’alce o la volpe ciascuno di essi ha un grande significato nella nostra vita spirituale.Anche il modo in cui decoriamo l’albero è diversa, ogni cosa ha un significato dietro di esso.Ad esempio sul albero di natale non si vede nessuna luce,invece si vedono piccoli specchi che vengono utilizzati per tenere lontano gli spiriti cattivi che possono infiltrarsi nella casa.Invece di lampadine elettrice o candele e altri oggetti ornamentali, utilizziamo conchiglie di mais e altre cose naturali come decorazione,tutto quello che la madre terra ci offre.Piume di tacchino, oggi indicano le piume d’aquila,è il simbolo fra cielo e la connessione con la terra, l’aquila è il messaggero spirituale fra il Creatore e tutti nativi americani.Anche l'acchiappasogni vengono appesi sull'albero per tenere lontano cattivi sogni.Ma, quello che probabilmente è la più significativa decorazione dell'albero di natale è il bufalo bianco,quello si vede su qualsiasi albero dei nativi americani.Un uomo santo dei Oglala Sioux aveva avuto tanto tempo fa una visione,lui era un nipote di Nuvola Rossa, che ha ricevuto una visione di questa creatura, il giorno in cui nasce un bufalo bianco ci sarà finalmente pace nel mondo.Ovviamente non un bufalo albino...deve nascere un bufalo bianco, solo lui porterà questo evento. Si dice anche che questo bufalo rispecchia tutti colori del genere umano...Il bianco per l’europeo e caucasico,marrone per l’afro e afro-americano, giallo per l’asia, e rosso per i nativi americani.

L’ultima domanda...c’è un nativo americano come Babbo Natale? La risposta che posso dare è si! Lui ha molti nomi,ma i più comuni sono:

1) The Handsome Man: Un indiano coraggioso tutto vestito di pelle di cervo bianco che presenta i regali e tutti doni che sono anche stati presentati a Gesù Bambino.

2) Snowbeard: Lui potrebbe passare per suo fratello gemello vestito tutto rosso e viaggia con un bastone da passeggio col sacco di regali, cammina con un lupo, esso è il suo compagno.

3) Old Red Shirt: Lui vola su di una slitta ed invece delle renne ha un team di bufali bianchi che la tirano.Quindi, come potete vedere, le nostre tradizioni non sono affatto molto diverse.
 
lo sono la voce
della Terra.
Tutto ciò che a essa appartiene
è mio,
tutto ciò che essa pensa
è mio,
tutto ciò che essa soffre
è mio,
ed è mio tutto ciò che la circonda.
Così è bene,
così tutto è perfetto. ( Canto dello Spirito Navajo )


Per noi Nativi c'è la pipa, la terra su cui sediamo e il cielo aperto.
Lo Spirito è dappertutto.
A volte si mostra attraverso un animale, un uccello o degli alberi o delle colline.
A volte parla da una pietra o anche dall'acqua.......
TAHCA USHTE (CAPRIOLO ZOPPO) - LAKOTA

Il 6 Novembre del 1869 il Capo Nuvola Rossa-Makhpiya Luta, entrò a Fort Laramie, lungo il Sentiero di Bozeman, x firmare l'ennesimo trattato con l'uomo bianco. In quell'occasione pronunciò questo storico discorso diretto ai suoi Lakota Oglala : "Fratelli della Grande Prateria, ora voi dovete ricominciare la vostra vita e dimenticare gli insegnamenti dei vostri padri. Per diventare come l'Uomo Bianco e per imparare a virere nel suo mondo dovrete imparare ad accumulare cibo e ricchezza solo per voi stessi, e dimenticare i poveri e gli altri uomini, che non sono fratelli, ma selvaggina da cacciare. Dovrete costruirvi una casa di legno e pietra, e, quando la vostra casa sarà costruita, dovrete guardarvi intorno e cercare quale altra casa e quali ricchezze potrete portare via al vostro vicino. Perchè questa è la maniera dei bianchi e questo è il mondo nel quale il nostro popolo ora dovrà imparare a vivere e sopravvivere." 
 

mercoledì 19 dicembre 2012

I nativi americani sono stati forse il popolo
 più saggio proprio grazie al loro contatto 
con la natura. Questo ha dato loro la saggezza 
e l’umiltà per scoprire le regole di giusto comportamento, 
senza le quali non possiamo vivere una vita in armonia.
Quindi non leggi imposte dall’esterno ma una 
autoregolamentazione necessaria per vivere.
La Terra è la nostra Madre, abbi cura di Lei.
Onora (rispetta) tutti i tuoi parenti.
Apri il tuo cuore ed il tuo Spirito al Grande Spirito.
Tutta la vita è sacra, tratta tutti gli esseri con rispetto.
Prendi dalla Terra solo ciò che è necessario e niente di più.
Fai ciò che bisogna fare per il bene di tutti.
Ringrazia costantemente il Grande Spirito per ogni giorno nuovo.
Devi dire sempre la verità, ma soltanto per il bene degli altri.
Segui i ritmi della natura, alzati e ritirati con il sole. 

I Nativi Americani delle Grandi Pianure erano esperti cavalieri e cacciatori. Quando avvistavano una mandria di bufali, si lanciavano al galoppo contro le prede, scaricando una pioggia di frecce per abbattere i capi che riuscivano a isolare dal gruppo. Talvolta usavano anche lance, e più tardi armi da fuoco.
Nell’area delle grandi praterie che si estendono dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose, la caccia al bisonte costituì la principale risorsa economica fino all’estinzione dell’animale, avvenuta attorno al 1890 per mano dei bianchi. La maggior parte delle popolazioni locali viveva in piccoli gruppi nomadi che si spostavano seguendo le grandi mandrie. Forme di agricoltura stanziale si svilupparono lungo il Missouri e altri fiumi delle pianure centrali a partire dall’850 d.C., epoca a cui risalgono anche le prime città. Tra i primi abitanti delle praterie vi furono i Piedi Neri (cacciatori), i Mandan e gli Hidatsa (agricoltori). Quando i coloni europei conquistarono le foreste orientali, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Grandi Pianure: tra questi i Lakota, i Cheyenne e gli Arapaho, preceduti dagli Shoshoni e dai Comanche

 
La penna d'aquila veniva attribuita ai guerrieri delle Grandi Pianure per gli atti di valore compiuti in battaglia. Le penne venivano incise e marchiate in modi particolari, così da identificare il gesto compiuto dal portatore. Un atto di coraggio in battaglia era chiamato counting coup e il maggior onore derivava dal semplice toccare un nemico, senza necessariamente fargli del male
Nelle grandi pianure la guerra faceva parte della vita, ma raramente comportava grandi battaglie tra le tribù. Piccole bande di guerrieri compivano incursioni per rubare cavalli o per vendicare un morto, ma sempre per motivi di onore. L'audacia e il coraggio erano tenuti in grande considerazione e le imprese venivano giudicate in base al sistema dei coups : si trattava di impadronirsi di uno scalpo, rubare un cavallo o uccidere un nemico in battaglia. La battaglia fra tribù era una prova del coraggio personale e del potere spirituale e non una lotta per il controllo politico e territoriale condotta da soldati disciplinati. E' noto infatti come il Popolo del Grande Spirito era prevalentemente pacifico. 

giovedì 13 dicembre 2012

La natura era Dio, la Vita.
Gloria della nostra gente vivere col vento, i ruscelli e il caldo sole.
AI sicuro eravamo con tutto ciò che vive e pensavamo eterno.
Ignorata la paura come belva da lungo tempo morta.
Nostri rifugi il cielo e le terre verdeggianti, oceani senza confine all'animo nostro indagatore.
Popolo di terra, in una ricca terra vagabondi, a cercar rifugio e cibo, a cercar vita, rispettosi finanche dei ciottoli per via.
Ricco era allora il mondo, più ricco il nostro cuore.
 
Nonna Canto di Culla stava camminando nel bosco con la sua nipotina. Giunte a una radura assolata disseminata di alberi di ontano, decisero di fare una sosta. La bimba si mise a giocare. Mentre la Nonna riposava a occhi chiusi assorbendo il tepore del sole, Manto di Bufalo cominciò a scavare una buca ai piedi di un ontano. Quando, infine, la Nonna si accorse dell’operato
di Manto di Bufalo, la buca era grande e profonda. La Nonna vide un monticello di terra e il bastone che la bimba aveva usato per scavare, mentre Manto di Bufalo si era calata nella buca. Nonna Canto di Culla domandò alla bimba cosa stesse facendo. Ella rispose che aveva scavato la buca per potere annusare il fiato di Madre Terra. La Nonna disse quindi a Manto di Bufalo che avrebbe dovuto trovare una nuova dimora per la terra che aveva tolto. Manto di Bufalo non ci aveva pensato. La piccola disse che non credeva che alla terra fosse dispiaciuto essere spostata. La Nonna sospirò e poi spiegò: “Ogni cosa che vive possiede un punto di vista sacro, un punto da cui osserva il mondo. Tu, Manto di Bufalo, hai tolto la terra dalla sua sede senza averne il permesso. Potrai pensare che alla terra non importi, ma è una questione di opinione. Ogni cosa che vive ha il diritto di mantenere il proprio Punto di Vista Sacro
 
Non abbiamo mai fatto nulla di male all'uomo bianco; non abbiamo intenzione di farlo...
Noi vogliamo essere amici dell'uomo bianco...
I bisonti stanno diminuendo rapidamente; le antilopi, che pochi anni fa erano numerose, ora sono poche.
Quando questi animali saranno morti, patiremo la fame.
Vorremo qualcosa da mangiare e saremo costretti a venire al forte.
I vostri giovani uomini non devono sparare su di noi; ogni volta che ci vedono, ci sparano addosso, e noi perciò spariamo su di loro.


I soldati giunsero ai margini del villaggio e ci costrinsero ad attraversare il Niobrara e a raggiungere l’altra sponda, proprio come si sarebbe spinta una mandria di cavalli; e i soldati continuarono a spingerci avanti finché giungemmo sul fiume Platte. Ci spinsero avanti come se fossimo cavalli, e io dissi: “Se devo andare, andrò in quella terra. Fate andar via i soldati, l
e nostre donne hanno paura di loro”. E così raggiunsi la Terra Calda (il Territorio Indiano). Ci accorgemmo che la terra era cattiva, e stavamo morendo uno dopo l’altro, e noi dicemmo: “Quale uomo avrà pietà di noi?”. E i nostri animali morirono. Oh, faceva molto caldo. “Questa terra è veramente malata, e qui non si può far altro che morire, e noi speriamo che il Grande Padre ci riporti indietro.” Questo è quanto dicemmo. Lì morì un centinaio dei nostri.
 

mercoledì 12 dicembre 2012

Il guerriero, dopo aver portato un messaggio a un altro gruppo della sua Nazione, correva a casa attraverso la foresta. Il suo compito consisteva nel riferire la risposta dell’altro Capo senza cambiare nulla del contenuto del messaggio, ossia memorizzando le parole e la cadenza ed emulando l’onore che veniva restituito ai suoi Anziani. Lungo la strada inciampò in una
pietra e cadde tra i rovi. Deluso da se stesso, stava per scagliare la pietra nella foresta quando notò una larga striscia di un altro colore che ne attraversava il centro. Sapeva che esisteva un motivo se Madre Terra aveva messo questa Persona di Pietra lungo il suo cammino. Egli accolse la pietra, la mise nel palmo della mano sinistra e procedette lungo la strada. Quando ebbe felicemente riferito il messaggio, il guerriero si recò dall’Uomo Santo, che gli parlò della Medicina della Persona di Pietra. Il guerriero apprese che qualsiasi pietra con una riga di un altro colore che la attraversi completamente porta una Medicina di concentrazione, energia, determinazione e persistenza. Questa Pietra del Sacro Sentiero mostrava agli uomini come seguire la Via della Bellezza. La pietra insegnava all’umanità ad avere il coraggio di rimanere sul sentiero della pace, in qualità di gentili messaggeri, che portano la Buona Medicina.
 
Si, prego Te che sei buono, di vivere a lungo.
Prego il Tuo sguardo benigno:
Ti chiedo buoni polmoni, lingua che corra, piedi forti
che mi portino attraverso una lunga esistenza.
Chiedo una vita uguale alla Tua.
Con la mia gente cammino; di fronte a me è solo bene.
Che la mia gente sorrida finchè io abbia vita, Ti chiedo.
Chiedo una vita intensa, vissuta con gente che amo.
Vivo di poco.
Desidero solo che il mio popolo abbia il bene nel cuore,
quando mi parla.
E prego che, come un fratello, Tu condivida
con me il buono del mondo.
Bontà mi è di fronte: conducimi..........

Ascolto le voci
che parlano nel vento
e cantano nell' acqua del torrente.
Dicono:
Ecco, è arrivato il giorno
in cui sarai falco e serpente,
oggi è quel giorno
in cui i tuoi avi
grideranno di gioia,
guardando il tuo cuore.

A Tsegihi,
nella casa fatta d' alba,

nella casa fatta della luce della sera,
nella casa fatta della nube più scura,
nella casa fatta di pioggia,
nella casa fatta di fitta nebbia,
nella casa fatta del polline che porta frutti,
nella casa fatta di cavallette,
dove l' oscurità di nubi vela la porta,
dove sull' arcobaleno la via conduce a Te,
dove la traccia a zigzag del fulmine sta in alto,
O Divinità!
Nei tuoi mocassini di scura nube, vieni a noi,
accompagnato dal tuono sopra di Te, vieni a noi,
nubi di pioggia sotto i piedi,
l' arcobaleno sopra di Te, vieni a noi,
circondato dai guizzi dei fulmini.
Io ho preparato un' offerta per Te,
io Ti offro il fumo del mio fuoco.
Dona nuova forza ai miei piedi.
Dona nuova forza alle mie gambe.
Dona nuova forza al mio corpo.
Rinnova il mio spirito.
Prendi la malattia da me.
Tu l' hai presa da me,
molto lontana da me Tu l' hai portata.
Colmo di gioia io sento
come la mia forza ritorna,
i miei occhi non sono più cupi,
la mia mente è chiara,
posso di nuovo utilizzare le mie membra.
Tu hai preso da me la malattia
ed io posso di nuovo camminare.
Possa io camminare senza dolori.
Possa io camminare felice.
Com' era prima, possa io camminare.
Possa io camminare lieto sotto la nube di pioggia.
Possa io camminare gioioso nella pioggia rinfrescante.
Possa io camminare sul sentiero del polline che dona la vita.
Possa io camminare colmo di gioia.
Come prima io desidero camminare.
Bellezza sia davanti a me.
Bellezza sia dietro di me.
Bellezza sia sopra di me.
Bellezza sia sotto di me.
Bellezza sia intorno a me.
In bellezza è compiuto.

lunedì 10 dicembre 2012

Calendario 2013

Un calendario veramente originale, mese dopo mese con fotografie scattate dai viaggiatori che hanno affrontato un viaggio meraviglioso nelle riserve indiane, sulle orme dei Nativi Americani. Ogni mese ha un aforisma o proverbio nativo. Chi fosse interessato potrà entrare nel sito e ordinarlo, tutti i dati sono nella sezione "donazioni" sul sito www.sentierorosso.org . Il ricavato andrà in beneficenza presso le loro comunità.

South Dakota, USA. Benvenuti nelle contee di Shannon, Jackson e Bennet, le più povere degli Stati Uniti secondo i dati degli ultimi 30 anni che le vedono per lo più al primo posto, e comunque sempre nella “top ten” di questa triste classifica. Benvenuti, nella seconda riserva Indiana più grande d’America, Pine Ridge Reservation, territorio degli Oglala Lakota, appartenenti alla tribù Sioux. Per avere un’idea più chiara di cosa voglia dire essere Native American oggi in questa regione degli Stati Uniti servono alcuni dati statistici, geografici e storici. Questa è la storia di una tribù che ancora oggi, tra mille difficoltà, combatte l’assimilazione alla società americana e che non ha perso le speranze di tornare un giorno a possedere una terra che ancora gli appartiene.
La riserva di Pine Ridge si estende per più di 11 mila Km quadrati – circa tre volte la superficie dello stato del Rhode Island. Il numero degli abitanti è incerto, ma secondo i dati reperibili in rete vanno dai 30 ai 40 mila. Ogni famiglia guadagna in media 3.700 dollari l’anno rispetto ai 48 mila dollari della media nazionale nel 2006. Il tasso di disoccupazione varia tra l’80 e l’85%, e l’aspettativa di vita media nella riserva è di 48 anni per gli uomini e 52 per le donne. Tubercolosi e diabete sono malattie estremamente diffuse a Pine Ridge, e il tasso di alcolismo è tra i più alti degli Stati Uniti, così come la mortalità infantile e il numero di suicidi tra adolescenti. Infine, nonostante l’elevato numero di senzatetto, la maggior parte delle famiglie restano unite e i vari membri vivono tutti nella stessa abitazione, cosicché molto spesso 12 persone condividono un appartamento di 2 stanze. Un terzo delle case non è dotato d’acqua né di elettricità e un quarto di esse non possiede un bagno interno.
Tutti questi numeri e dati all’apparenza così astratti diventano in realtà assai concreti agli occhi di chiunque si trovi a visitare la riserva, un luogo paradossale e quasi surreale, in cui la tristezza delle condizioni di vita si scontra con un paesaggio e una natura che lasciano senza fiato. Il villaggio più grande della riserva è quello che le dà il nome, Pine Ridge appunto, un incrocio di strade polverose e desolate, costeggiate da case fatiscenti e roulotte che fungono da abitazioni. Un paio di negozi gestiti da membri della tribù vendono un po’ di tutto, mentre ad un incrocio una chiesetta cattolica e una episcopale si contendono anime e prestigio. Ma il vero centro della vita di Pine Ridge è Big Bat, una pompa di benzina in vero stile americano, ossia una rivendita di “junk food” aperto 24 ore su 24, ritrovo e rifugio di molti a Pine Ridge. Fermarsi al Big Bat è un’esperienza che da sola chiarisce molti aspetti della vita di questo posto e di queste persone, i cui volti spesso rovinati dall’alcol e dalla miseria raccontano storie silenziose. Ricordo quei volti molto bene, così diversi dai visi eleganti e sereni degli Indiani che conosciamo attraverso i film americani. Ricordo le macchine che cadono a pezzi, cariche di bambini, ricordo gli sguardi spenti, il senso di vuoto generale che si respirava, e la palpabile consapevolezza che queste persone erano intrappolate in una vita, in una “cultura”, in un mondo desolante che non gli apparteneva.
Eppure. Eppure questa è la loro terra, o ciò che resta della loro terra, e il legame tra questa gente e quel luogo è qualcosa che per noi “occidentali” è difficile da capire. La storia di questo particolarissimo rapporto tra i Lakota e il loro territorio è una storia che merita di essere raccontata. La riserva di Pine Ridge si trova circondata da alcuni tra i più affascinanti luoghi naturalistici degli Stati Uniti. Le praterie sconfinate, le Badlands, le Black Hills, il Custer State Park (a cui gli Indiani stanno cercando da anni di cambiare il nome, così come accadde nel 1991 per il Custer National Monument, ribattezzato finalmente Little Bighorn Battlefield National Monument – è un detto frequente da quelle parti che il Custer State Park sia l’unico parco al mondo dedicato a un perdente!); in questi luoghi è ancora possibile avere un contatto diretto con una natura che ci riporta indietro di secoli, e avere la possibilità di osservare un branco di bufali in corsa è un’esperienza che lascia senza fiato. Qui, in questi spazi immensi, vivevano i Sioux. Nel 1868 gli Stati Uniti e alcuni gruppi Sioux tra cui i Lakota firmarono il trattato di Fort Laramie, in base al quale i Lakota sarebbero rimasti in possesso di tutto il territorio delle Black Hills che si estendeva per decine di migliaia di Km quadrati e includeva aree in Wyominge fino alla sommità delle Big Horn Mountains in Montana. Al di là della bellezza e dell’importanza di queste terre, l’aspetto fondamentale che lega ancora oggi i Lakota alle Black Hills è la loro sacralità. Le Black Hills sono considerate da questa e altre tribù il loro luogo originario, un luogo sacro e inviolabile. Ben presto però si scoprì che quelle zone nascondevano qualcosa di assai prezioso per i bianchi: oro. Il trattato fu ripetutamente violato, finché la situazione divenne intollerabile e nel 1876 si arrivò alla storica battaglia di Little Bighorn, in cui il generale Custer e 215 dei suoi uomini morirono per mano di Indiani Lakota e Cheyenne guidati da Toro Seduto. La vittoria però non ebbe i risultati sperati: l’anno successivo Cavallo Pazzo, grande leader Lakota, fu ucciso a Fort Robinson, Nebraska, segnando così tristemente la fine della resistenza indiana e l’occupazione massiccia del loro territorio da parte dei bianchi. Dal 1878 i Lakota furono confinati nella riserva di Pine Ridge, privati di un territorio che era loro di diritto secondo i trattati firmati con gli Stati Uniti. Undici anni dopo, la sera del 29 dicembre del 1889, circa 300 Lakota (uomini, donne e bambini) accampati lungo un torrente e in atto di resa furono uccisi dalle truppe americane che ricordano questo massacro come la valorosa battaglia di Wounded Knee (a pochi chilometri da Pine Ridge) e per la quale fu assegnato il più alto numero di medaglie al valore militare nella storia dell’esercito americano. Ancora oggi il governo rifiuta di ammettere la gravità del massacro compiuto a Wounded Knee e di mostrare un gesto di riconoscimento per le vittime. Visitare il cimitero di Wounded Knee è toccante e sconfortante. Accanto al cimitero sorge un centro informazioni sulla strage del 1889, una semplice costruzione circolare voluta ed eretta da alcuni Lakota, che non possono dimenticare quell’orrore e quel giorno in cui molti persero genitori e nonni. Anche questo è Pine Ridge.
Ma questo non è passato, o perlomeno non è un passato che si può considerare chiuso. A partire dalla metà del Novecento i Lakota iniziarono una lunga serie di azioni legali contro gli Stati Uniti per riottenere la terra che fu loro illegalmente tolta. Il lungo processo si concluse nel 1980 con una parziale vittoria dei Sioux: la corte federale riconobbe l’espropriazione illegale delle Blakc Hills da parte dello stato americano. Come ricompensa, fu stabilito che venisse pagata ai Sioux un risarcimento in denaro pari a 17,1 milioni di dollari (considerato il valore della terra nel 1877) più il 5% di interessi per ogni anno trascorso tra il 1877 e il 1980, per un totale di 105 milioni di dollari. Fino ad oggi i Sioux non hanno toccato un centesimo di questo denaro, e non sono intenzionati a farlo, per due principali ragioni. La prima, perché la terra per loro è un elemento sacro e non un bene che possa essere venduto o acquistato. La seconda, perché accettando il compenso in denaro i Sioux non potrebbero più, per legge, avanzare pretese sulla loro terra, e l’avrebbero persa per sempre.
Fa riflettere che all’interno di un paese come gli Stati Uniti, storicamente considerato molto patriottico, ci siano vaste comunità di persone per le quali l’attaccamento alla propria terra non si rispecchia nel dispiego di eserciti, nello sventolio di bandiere o di festanti celebrazioni e inni nazionali, quanto nel silenzioso e autentico rispetto per quella terra. Fa riflettere che nel 2008 ci siano ancora popolazioni, immerse in una sconfortante miseria, per le quali il valore della propria terra non ha prezzo. A Pine Ridge ogni giorno si combatte, lentamente e silenziosamente, non solo per sopravvivere, ma soprattutto per riaffermare la propria cultura, le proprie origini e il proprio passato, per farlo diventare un nuovo presente.
Gli Antenati ci insegnano che quando intrecciamo i capelli onoriamo i nostri rapporti con Madre Terra e con tutte le nostre relazioni. Le nostre trecce rappresentano il legame con la terra e con il mondo tangibile. Quando sciogliamo i capelli colleghiamo le nostre essenze spirituali che cavalcano il vento. Le nostre relazioni con tutti gli esseri viventi sono forti quando onoriamo la verità di ogni parte della creazione e rispettiamo il diritto che ogni forma di vita ha di creare abbondanza. 

mercoledì 5 dicembre 2012

La bambina domandò alla Nonna cieca chi fossero i Fedeli; gli occhi appannati della Vecchia si illuminarono di un bagliore interiore. Un’ espressione di nostalgia danzò sul suo viso rugoso mentre si accingeva a parlare. “I Fedeli
sono gli esseri umani che sanno ascoltare la voce di Madre Terra. Essi trattano con rispetto ogni essere vivente e possiedono il Ricordo. Questi esseri umani, che capiscono la Terra e ricordano chi sono e perché si trovano qui, hanno accettato il loro ruolo di custodi. Sono chiamati Fedeli perché hanno seguito la Strada Rossa della Fede. Impegnati a cercare l’antica saggezza del Ricordo, essi hanno scoperto che la Fede è un bene sacro: un legame amoroso tra il Grande Mistero, Madre Terra e l’individuo.
Molto tempo fa, quando divenni cieca, il mio cuore era pieno di collera. Mi sentivo abbandonata dal Creatore. Dopo lunghi mesi di rabbia e di lacrime mi venne insegnato a vedere nuovamente, ma non con questi occhi appannati, bimba mia. Imparai che accettando il piano del Grande Mistero riuscivo a imboccare con fiducia il mio sentiero personale, anche nelle ore più buie. Cominciai a vedere le immagini con gli occhi della mente e vidi che non ero sola: i Fedeli mi accolsero nel Cerchio della Vita. Imparai a fidarmi della voce di Madre Terra, imparai a onorare tutti i miei sensi e acquisii fede nella mia saggezza interiore. Questi sono i doni che ricevono i Fedeli che onorano la verità con gratitudine. Sono riconoscente per la mia cecità, perché mi ha insegnato la fede e, grazie alla fede, posso ora vedere”. 
 
Noi preferiamo il soave sussurro del vento sull'acqua
rinfrescato dalla pioggia di mezzogiorno
o profumato dall'aroma di pino...
Gli uomini bianchi comprano le nostre terre
come si può comprare o vendere il firmamento?
o il calore della terra? Se non siamo padroni
della freschezza dell'aria, nè del rumore dell'acqua,
voi come farete a comprarli?
Ogni zolla di questo terreno è sacra alla mie genti.
L'acqua limpida che scorre nei fiumi e nei ruscelli è anche
il sangue dei nostri antenati.
Se vi vendiamo le nostre terre,
dovete ricordare che sono sacre,
e che ogni riflesso ,
ogni gorgoglio dell'acqua del lago e dei ruscelli
racconta la vita della nostra gente.
La voce dell'acqua è la voce del padre di mio padre.

Grande Aquila,Teton-Lakota

 
I Bianchi cercavano sempre di far abbandonare agli indiani il loro modo di vivere e di farli vivere come i bianchi – andare a lavorare in una fattoria, sgobbare sodo e fare come facevano loro – e gli indiani non sapevano come farlo e comunque a loro non interessava… Se gli indiani avessero cercato di far vivere i bianchi come loro, i bianchi avrebbero opposto resistenza, e la stessa cosa accadeva con molti di noi.
Il ragazzo era furioso; i suoi sentimenti erano stati feriti e la sua vista era offuscata dal dolore. Il Nonno lo fermò mentre correva da solo verso il bosco, gli parlò e ascoltò la sua triste storia. Il piccolo guerriero teneva in mano, soppesandola, una pietra che gli aveva dato il Nonno. Un’altra pietra venne aggiunta, e poi un’altra, finché il ragazzo annuì: questo era il peso che sentiva, un peso uguale al suo dolore. Il saggio Nonno disse al ragazzo che il peso di quelle pietre sarebbe stato il fardello che avrebbe dovuto portare per tutta la vita, se non avesse deciso di liberarsene. Il piccolo bambino coraggioso si fece finalmente abbracciare, lasciando che lacrime salate lavassero via il suo dolore. Le forti braccia del Nonno lo confortarono e il peso del fardello fu rimosso. La sua vista si schiarì e poté comprendere l’importanza di rivolgersi alle persone care, condividendo con esse il proprio dolore. Non avrebbe più dovuto sopportarne il peso per tutti gli inverni del suo Cammino sulla Terra. 

domenica 2 dicembre 2012

Chi non ricerca la saggezza degli Anziani è accecato da testardaggine, presunzione e stupidità. Gli esseri umani non sono in grado di vedere tutte le potenziali soluzioni o i possibili risultati delle loro azioni quando
sono in collera, confusi o addolorati. Il Grande Mistero, l’Artefice di Ogni Cosa, ha dato a ogni essere umano l’opportunità di crescere illimitatamente grazie alle sfide del mondo materiale. Coloro che hanno avuto la meglio su dispiaceri e tribolazioni, pur continuando ad amare la vita e tutti gli esseri umani, sono i Custodi della Saggezza. Ricercare il parere di questi fiduciosi bipedi apre il proprio sentiero alla guarigione e alla crescita personale
 
Ho il viso decorato
con i colori sacri,
le braccia adorne di bracciali,
il capo coronato.
Tra le mani
stringo la gloria
del mio popolo...
Possa il sole portarti nuova energia ogni giorno
Possa la luna ogni notte farti riposare serenamente
Possa la pioggia lavare tutte le tue preoccupazioni
Possa la brezza soffiare nuovo vigore dentro il tuo essere
Possa tu camminare delicatamente nel mondo e scoprire la sua bellezza per tutti i giorni della tua vita...



L'indiano e le altre creature
che erano nate qui e che qui vivevano,
avevano una madre comune: la terra.
Egli era imparentato con tutto ciò che vive
e riconosceva a tutte le creature
gli stessi diritti come a se stesso.
Quanto era legato alla terra,
egli l'amava e l'ammirava.
Orso in Piedi