Un uomo Sacro ama il
silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla,
con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose. Uno
sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio
degli insetti. Se ne sta seduto, con il viso rivolto a ovest, e
chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con
attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro. Da ogni
creatura affluisce qualcosa dentro di lui. Anche lui emana qualcosa:
come e che cosa io non lo so, ma è così. Io l'ho vissuto. Uno
sciamano deve appartenere alla terra: deve leggere la natura come un
uomo bianco sa leggere un libro.
martedì 30 ottobre 2012
Luna Nuova
La luna nuova,una canoa,una piccola canoa d'argento,
naviga e naviga fra gli indiani dell'ovest.
Un cerchio di volpi argentate, una nebbia di volpi
argentate, stanno e stanno intorno alla luna indiana.
Una stella gialla per un corridore, e liti di stelle
azzurre per molti corridori,mantengono una linea di sentinelle.
O volpi, luna nuova,corridori,voi siete la sella
della memoria, bianco fuoco che scrive
questa notte i sogni dell'Uomo Rosso.
Chi siede, con le gambe incrociate e le braccia piegate,
guardando la luna e i volti delle stelle dell'ovest?
Chi sono i fantasmi della valle del Mississippi,
con le fronti di rame, che cavalcano robusti pony nella notte?
Senza briglie le braccia sui colli dei pony,
cavalcando nella notte, un lungo, antico sentiero?
Perchè essi ritornano sempre quando,
quando le volpi argentate siedono intorno alla luna nuova,
un bimbo d'argento, nell'occidente indiano?
naviga e naviga fra gli indiani dell'ovest.
Un cerchio di volpi argentate, una nebbia di volpi
argentate, stanno e stanno intorno alla luna indiana.
Una stella gialla per un corridore, e liti di stelle
azzurre per molti corridori,mantengono una linea di sentinelle.
O volpi, luna nuova,corridori,voi siete la sella
della memoria, bianco fuoco che scrive
questa notte i sogni dell'Uomo Rosso.
Chi siede, con le gambe incrociate e le braccia piegate,
guardando la luna e i volti delle stelle dell'ovest?
Chi sono i fantasmi della valle del Mississippi,
con le fronti di rame, che cavalcano robusti pony nella notte?
Senza briglie le braccia sui colli dei pony,
cavalcando nella notte, un lungo, antico sentiero?
Perchè essi ritornano sempre quando,
quando le volpi argentate siedono intorno alla luna nuova,
un bimbo d'argento, nell'occidente indiano?
All'alba, seduta nella casa paterna
Siedo tranquilla, nell'alba;
una piccola casa alle
dighe del Missouri.
Un coyote muove furtivo
verso il bosco, come me
insonne, colpevole e
guardingo. Gli uccelli
commentano il suo
passaggio.
Giovani cavalieri Indiani
sono qui per prendere il
ronzino di mio padre, da
usare come cavallo da
soma al locale rodeo.
Sto bene. Il sole si leva.
una piccola casa alle
dighe del Missouri.
Un coyote muove furtivo
verso il bosco, come me
insonne, colpevole e
guardingo. Gli uccelli
commentano il suo
passaggio.
Giovani cavalieri Indiani
sono qui per prendere il
ronzino di mio padre, da
usare come cavallo da
soma al locale rodeo.
Sto bene. Il sole si leva.
lunedì 29 ottobre 2012
Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi
dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso
spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri
padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo re
spiro.
E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se
vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra,
come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento
addolcito dai fiori dei prati
L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.
sabato 27 ottobre 2012
Il sentiero della guarigione
Insegnami a raccogliere
I frammenti della mia anima,
a reclamare le mie perdute potenzialità,
I frammenti della mia anima,
a reclamare le mie perdute potenzialità,
anelo alla totalità.
Aiutami a trovare il perdono,
abbracciando un nuovo modo d’essere,
abbandonando il dolore e la rabbia
verso che mi ha ferito.
Aiutami a guarire il mio corpo umano,
il sacro veicolo della mia anima,
focalizzandomi su tutti gli aspetti non curati
trovo in me la mia Ciotola di Medicina.
Fammi trovare il coraggio
Per affrontare i nemici interiori,
curando tutte le mie debolezze,
onorando il guerriero che è in me.
Fa che io mantenga la mia sacra promessa,
di essere leale verso la mia ricerca di guarigione,
senza mai abbandonare la mia Medicina,
e il cuore che mi batte in petto.
Aiutami a trovare il perdono,
abbracciando un nuovo modo d’essere,
abbandonando il dolore e la rabbia
verso che mi ha ferito.
Aiutami a guarire il mio corpo umano,
il sacro veicolo della mia anima,
focalizzandomi su tutti gli aspetti non curati
trovo in me la mia Ciotola di Medicina.
Fammi trovare il coraggio
Per affrontare i nemici interiori,
curando tutte le mie debolezze,
onorando il guerriero che è in me.
Fa che io mantenga la mia sacra promessa,
di essere leale verso la mia ricerca di guarigione,
senza mai abbandonare la mia Medicina,
e il cuore che mi batte in petto.
La creazione degli animali
C'era
una volta Napi, che era l'aiutante del Sole: il Sole riscaldava la
Terra mentre Napi faceva tutti i lavori di manutenzione. Un giorno Napi
aveva terminato presto i suoi lavori, e dato che non era abituato a
tenere le mani ferme, prese un blocco di argilla e cominciò a modellare
con un blocco di argilla...
Una dopo l'altra fece le figurine di tutti gli animali della
Una dopo l'altra fece le figurine di tutti gli animali della
Terra. Era molto soddisfatto del suo lavoro: soffiò sopra ogni
figurina, dando a ciascun animale un nome e un luogo da popolare sulla
Terra.
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo pasticciò un po', poi fece un'altra figurina e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi. Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a vivere in montagna perché era troppo ripida, le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua, la tigre non si adattava vicino al mare e così via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che lo soddisfi. Nativi delle Foreste
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo pasticciò un po', poi fece un'altra figurina e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi. Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a vivere in montagna perché era troppo ripida, le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua, la tigre non si adattava vicino al mare e così via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che lo soddisfi. Nativi delle Foreste
Delshay, Apache
Non
voglio più correre sulle montagne; voglio fare un grande trattato...
Manterrò la mia parola fino a quando le pietre si scioglieranno... Dio
fece l’uomo bianco e Dio fece l’Apache, e l’Apache ha lo stesso diritto
dell’uomo bianco di stare in questo paese. Voglio fare un trattato che
duri, cosicché entrambi si possa viaggiare nel paese e non avere guai.
venerdì 26 ottobre 2012
Preghiera ad un giovane albero di cedro
Guardami, amico!
Sono venuto per chiederti il tuo vestito.
Tu ci dai tutto quello di cui abbiamo bisogno:
il tuo legno, la tua corteccia, i tuoi rami
e le fibre delle tue radici,
poiché tu hai pietà di noi.
Tu sei volentieri pronto a darci il tuo vestito.
Io sono venuto a pregarti per questo,
donatore di lunga vita;
poiché io voglio fare di te un cestino per le radici di giglio.
Io ti prego, amico, non essere adirato con me
e non essere adirato con me,
per quello che ora sto per fare con te.
E ti prego, amico,
racconta anche ai tuoi amici,
per che cosa sono venuto da te.
Proteggimi, amico!
Tieni la malattia lontana da me,
che io non perisca per malattia o in guerra, o amico!
Tu ci dai tutto quello di cui abbiamo bisogno:
il tuo legno, la tua corteccia, i tuoi rami
e le fibre delle tue radici,
poiché tu hai pietà di noi.
Tu sei volentieri pronto a darci il tuo vestito.
Io sono venuto a pregarti per questo,
donatore di lunga vita;
poiché io voglio fare di te un cestino per le radici di giglio.
Io ti prego, amico, non essere adirato con me
e non essere adirato con me,
per quello che ora sto per fare con te.
E ti prego, amico,
racconta anche ai tuoi amici,
per che cosa sono venuto da te.
Proteggimi, amico!
Tieni la malattia lontana da me,
che io non perisca per malattia o in guerra, o amico!
Quando avevo dieci anni, guardavo la terra e i
fiumi, il cielo sopra di me e gli animali intorno a me e capivo che
erano opera di un grande potere. Ero tanto ansioso di conoscerlo che interrogavo gli alberi e i cespugli. Mi sembrava che i fiori mi fissassero e avevo voglia di chiedere loro: «Chi vi ha creati?».Guardavo le pietre ricoperte di muschio e alcune di loro avevano fattezze di uomo ma non potevano rispondermi. Poi ho fatto un sogno e una di quelle piccole pietre mi è apparsa e mi
ha detto che tutto era opera di Wakan Tanka e che avrei dovuto rendere
omaggio alla natura per onorare la sua opera.
Orso In Piedi dei Lakota
Nella tribù dei Lakota ognuno era volentieri
disponibile ad assistere i bambini. Un bambino non apparteneva soltanto
ad una determinata famiglia, bensì all'intera comunità. Appena poteva
camminare, era di casa nell'intero accampamento, poic
hè
ognuno si sentiva come suo parente. Mia madre mi raccontava, che io da
bambino, venivo spesso portato di tenda in tenda e che per alcuni
giorni, solo ogni tanto le capitavo sotto gli occhi. Mai i miei genitori
o parenti mi dissero una parola non amichevole e mai mi sgridavano
quando avevo fatto qualcosa di sbagliato.
Picchiare un bambino era un'inimmaginabile crudeltà per un Lakota.
Picchiare un bambino era un'inimmaginabile crudeltà per un Lakota.
giovedì 25 ottobre 2012
La
devozione quotidiana è più necessaria del cibo d'ogni giorno. Un
Indiano si alza presto, calza i suoi mocassini e va al fiume. Si bagna
il viso con l'acqua fredda, quindi si tuffa completamente.
Dopo il
bagno, rimane eretto davanti allo spuntare dell'alba, il viso al sole
che danza sopra l'orizzonte, ed offre la sua preghiera muta. La sua
compagna può averlo preceduto o può seguirlo nella sua devozione, ma non l'accompgna mai.
Ogni anima deve incontrarsi da sola con il
sole del mattino,il grande silenzio! Davanti alla bellezza della natura,
l'indiano si ferma in contemplazione e non vede il bisogno di
distinguere un giorno tra i sette per farlo santo, poiché per lui tutti i
giorni sono di Dio.
mercoledì 24 ottobre 2012
Sundance
La Danza del Sole (il cui nome originale è Wiwanyag Wachipi, cioè Danza guardando il Sole) rappresenta l'apice del calendario spirituale e rituale di tutte le nazioni tribali del Nord America.
È un rituale di purificazione collettiva della durata di quattro giorni che prevedeva il digiuno, l'autosacrificio e la donazione di sé. Mediante questo atto sacro si rende grazie dell'anno trascorso e si invocano le forze divine chiedendo protezione e prosperità per tutti gli esseri viventi.
Alla base di questo rituale vi è il concetto di autosacrificio, della donazione che ogni danzatore fa del proprio corpo e del proprio sangue attraverso un digiuno di quattro giorni e, soprattutto, per mezzo della trafittura rituale: il danzatore si infila dei pezzetti di legno acuminati (un tempo artigli di aquila) sotto la pelle del petto, i quali sono stati legati a delle funi annodate all'albero sacro (di solito un pioppo di tipo cottonwood) posto al centro dello spazio consacrato in cui si svolge il rito; colui che balla si deve liberare tirando le funi e strappando le proprie carni. Il dolore prodotto era molto forte e spesso i danzatori riuscivano a sopportarlo solo cadendo in una sorta di trance in cui potevano ricevere delle visioni.
Per coloro che la eseguono essa significa esteriormente almeno, un'unione virtuale con lo Spirito solare, dunque con il Grande Spirito.
Questa danza simboleggia il ricollegarsi dell' anima alla Divinità: come il danzatore è attaccato all'albero centrale, per mezzo di strisce di cuoio che simboleggiano i raggi del sole, così l'uomo si ricollega al Cielo per mezzo di un legame misterioso che l'Indiano suggellava un tempo con il suo sangue, mentre si accontenta ai nostri giorni di un digiuno ininterrotto di tre o quattro giorni. Il danzatore, in questo rito, è come un'aquila che vola verso il sole: con il fischietto fatto d'osso d'aquila, produce un suono stridente e lamentoso imitando in un certo modo il volo dell'aquila, con le piume che porta nella mani. Questo nesso in qualche modo sacramentale con il sole lascia nell'anima una traccia indelebile.
In realtà non si tratta di una prova di sopportazione del dolore, ma di un dono che si fa alla Terra. In quanto esseri umani disponiamo in vita solo del nostro corpo, è l'unica cosa che davvero ci appartiene. Il piercing, rappresenta un dono che l'uomo fa alla Terra, da questo non ne viene misurato il coraggio,rappresenta un'offerta che non deve in nessun caso essere fatta per dimostrare qualcosa agli altri esseri umani, è un rapporto esclusivo tra l'uomo e il mondo spirituale, per questo non ha importanza per quanto tempo lo si sopporti, ciò che conta davvero è "dare il proprio meglio", il mondo spirituale sa questo e non gli serve altro.
Nel passato per le donne non era previsto il piercing rituale in quanto fanno già dono alla Terra attraverso il ciclo mestruale e il parto. Oggi anche le donne possono farlo sul dorso dell'avambraccio qualora ne sentano il desiderio. Non è obbligatorio eseguirlo, è infatti possibile essere un Danzatore del Sole senza mai fare il piercing.
L'Albero che rappresenta quello che per i cristiani è l'altare, non è adornato, ma ricoperto nella parte superiore da preghiere fatte da ritagli di stoffa pieni di tabacco (il tabacco è un'offerta) e purificate con la salvia (la salvia presso i nativi ha la stessa valenza dell'incenso tra i cristiani) e legati tra loro da una cordicella.
Per la stoffa vengono usati i quattro colori principali, il nero, il rosso, il bianco e il giallo, che rappresentano i quattro popoli del mondo, le 4 direzioni e gli elementi. Chiunque lo desideri può recarsi all'albero per mettervi le proprie preghiere prima che venga issato al centro del cerchio.
Anche i "costumi" rituali hanno una valenza rappresentativa, ogni "accessorio" e l'abbigliamento hanno un preciso significato rituale. La danza è accompagnata per tutta la sua durata dal suono dei tamburi.
È un rituale di purificazione collettiva della durata di quattro giorni che prevedeva il digiuno, l'autosacrificio e la donazione di sé. Mediante questo atto sacro si rende grazie dell'anno trascorso e si invocano le forze divine chiedendo protezione e prosperità per tutti gli esseri viventi.
Alla base di questo rituale vi è il concetto di autosacrificio, della donazione che ogni danzatore fa del proprio corpo e del proprio sangue attraverso un digiuno di quattro giorni e, soprattutto, per mezzo della trafittura rituale: il danzatore si infila dei pezzetti di legno acuminati (un tempo artigli di aquila) sotto la pelle del petto, i quali sono stati legati a delle funi annodate all'albero sacro (di solito un pioppo di tipo cottonwood) posto al centro dello spazio consacrato in cui si svolge il rito; colui che balla si deve liberare tirando le funi e strappando le proprie carni. Il dolore prodotto era molto forte e spesso i danzatori riuscivano a sopportarlo solo cadendo in una sorta di trance in cui potevano ricevere delle visioni.
Per coloro che la eseguono essa significa esteriormente almeno, un'unione virtuale con lo Spirito solare, dunque con il Grande Spirito.
Questa danza simboleggia il ricollegarsi dell' anima alla Divinità: come il danzatore è attaccato all'albero centrale, per mezzo di strisce di cuoio che simboleggiano i raggi del sole, così l'uomo si ricollega al Cielo per mezzo di un legame misterioso che l'Indiano suggellava un tempo con il suo sangue, mentre si accontenta ai nostri giorni di un digiuno ininterrotto di tre o quattro giorni. Il danzatore, in questo rito, è come un'aquila che vola verso il sole: con il fischietto fatto d'osso d'aquila, produce un suono stridente e lamentoso imitando in un certo modo il volo dell'aquila, con le piume che porta nella mani. Questo nesso in qualche modo sacramentale con il sole lascia nell'anima una traccia indelebile.
In realtà non si tratta di una prova di sopportazione del dolore, ma di un dono che si fa alla Terra. In quanto esseri umani disponiamo in vita solo del nostro corpo, è l'unica cosa che davvero ci appartiene. Il piercing, rappresenta un dono che l'uomo fa alla Terra, da questo non ne viene misurato il coraggio,rappresenta un'offerta che non deve in nessun caso essere fatta per dimostrare qualcosa agli altri esseri umani, è un rapporto esclusivo tra l'uomo e il mondo spirituale, per questo non ha importanza per quanto tempo lo si sopporti, ciò che conta davvero è "dare il proprio meglio", il mondo spirituale sa questo e non gli serve altro.
Nel passato per le donne non era previsto il piercing rituale in quanto fanno già dono alla Terra attraverso il ciclo mestruale e il parto. Oggi anche le donne possono farlo sul dorso dell'avambraccio qualora ne sentano il desiderio. Non è obbligatorio eseguirlo, è infatti possibile essere un Danzatore del Sole senza mai fare il piercing.
L'Albero che rappresenta quello che per i cristiani è l'altare, non è adornato, ma ricoperto nella parte superiore da preghiere fatte da ritagli di stoffa pieni di tabacco (il tabacco è un'offerta) e purificate con la salvia (la salvia presso i nativi ha la stessa valenza dell'incenso tra i cristiani) e legati tra loro da una cordicella.
Per la stoffa vengono usati i quattro colori principali, il nero, il rosso, il bianco e il giallo, che rappresentano i quattro popoli del mondo, le 4 direzioni e gli elementi. Chiunque lo desideri può recarsi all'albero per mettervi le proprie preghiere prima che venga issato al centro del cerchio.
Anche i "costumi" rituali hanno una valenza rappresentativa, ogni "accessorio" e l'abbigliamento hanno un preciso significato rituale. La danza è accompagnata per tutta la sua durata dal suono dei tamburi.
HUNKAYAPI
Lo Hunkayapi era una delle cerimonie associate
al dono della Sacra Pipa. Permetteva a uomini e donne lakota di
instaurare relazioni parentali con persone non consanguinee. Lo scopo
dello Hunkayapi era di acconsentire alla creazione
di legami parentali tra tribù belligeranti per eliminare le guerre e
instaurare la pace tra i vari popoli. Proprio per questo era una
promessa molto seria. Coloro che avevano una relazione Hunkayapi avevano
scelto deliberatamente di essere responsabili l’un l’altro. Il loro
legame era più profondo e anche più importante di quello di sangue.
martedì 23 ottobre 2012
Toro Seduto
Toro Seduto nacque col nome Hoka-Psíca (Tasso Saltante), ma alcuni membri della sua tribù capirono che era un nome provvisorio. Già suo padre si chiamava Tȟatȟaŋka Iyotȟaŋka
(cioè anche lui "Toro Seduto"), dal quale il figlio prese il nome più
tardi. All'età di 14 anni, Toro Seduto partecipò ad una spedizione di
guerra, dove conobbe i guerrieri
Crow. Riuscì a raggiungere uno dei guerrieri durante la loro ritirata e
riuscì a batterlo mentre cavalcava. Per questo, Toro Seduto si guadagnò
una penna di aquila bianca, simbolo di una prima azione coraggiosa e, nello stesso tempo,
assunse il nome del padre. Il padre cambiò, a sua volta, nome in "Toro
Saltante".
L'orso
Simbolo dell'introspezione, l'orso si ritira ogni inverno in una grotta,
quasi a voler rianalizzare e digerire tutti gli eventi accadutigli
durante l'annata.
Sembra chiudersi in un lungo silenzio, in un gran vuoto, nel quale
cercare le risposte a tutte le sue domande.
Anche molti uomini scelgono la via del silenzio e della solitudine per
cercare di avvicinarsi a se stessi: un ottimo modo per trovare risposte
che alla fine sono sempre entro noi stessi.
L'introspezione è necessaria per imparare a capire i nostri desideri ed è
una forma d’energia ricettiva tipicamente femminile. L'orso si ritira
dunque in inverno per poi rinascere in primavera.
La lezione dell'orso ci mostra come sia importante sapersi sottrarre, di
tanto in tanto, dalla concitazione del nostro mondo così come dalla
furia dei nostri pensieri.
Solo nella calma, infatti, possiamo riuscire ad ascoltare la voce del
nostro essere più intimo, che ci può dare la risposta a tutte le nostre
domande e la soluzione a tutti i nostri problemi.
Fate uso della forza dell'orso, quando volete raggiungere gli scopi che
vi siete prefissi.
lunedì 22 ottobre 2012
Russell Means, Sioux
Russell Means (Pine Ridge, 10 novembre 1939 – 22 ottobre 2012)
E' stato un attivista statunitense, di etnia Sioux.
E' stato impegnato nella difesa dei diritti dei Nativi Americani sin dal 1968, anno in cui si unì all'American Indian Movement (rimanendovi fino allo scioglimento dell'organizzazione, nel 1993). Nel 2007 fu tra i rappresentanti del popolo Lakota che, rivendicando la sovranità sulle terre dei propri avi, stracciò il Trattato di Fort Laramie e dichiarò l'indipendenza della Riserva di Pine Ridge (nel Dakota del Sud) dal governo degli Stati Uniti, ma il tentativo, non appoggiato dal Consiglio Tribale della Riserva, fallì.
Russell Means, già attivista del Movimento dei nativi d’America, noto al grande pubblico per l’interpretazione ne L’ultimo dei Mohicani, è morto ieri nel suo ranch di Porcupine, nel South Dakota, aveva 72 anni. La scomparsa è stata confermata da un portavoce della tribù Lakota Oglala.
Ricoverato dallo scorso mese di agosto per un cancro inoperabile alla gola, l’attore – stando all’Associated press – aveva scelto di superare la medicina convenzionale a favore dei rimedi tradizionali indiani. “Non ho intenzione di discutere con il Grande Mistero,” ha detto prima di “andare”. ” La convinzione Lakota è che la morte sia un cambiamento di mondi. E credo a ciò che mio padre credeva. Quando è il mio tempo di andare, è il mio momento di andare”.
Means fu protagonista della rivolta dell’American Indian Movement a Wounded Knee, nel 1973, quando il gruppo prese le armi per occupare la città del Sud Dakota. Due attivisti furono uccisi e un agente federale rimase paralizzato.
L’AIM, ispirato al movimento afro-americano per i diritti civili, nacque alla fine del 1960 per convogliare l’attenzione nazionale sulle condizioni dei nativi. L’organizzazione attrasse molti sostenitori a Hollywood, in particolare ebbe il sostegno di Marlon Brando, anche lui d’origine indiana. Rimase nella storia il rifiuto di Brando di ritirare l’Oscar del 1972 per il ruolo nel Padrino. Un’azione di protesta che l’attore intraprese proprio dopo essersi consultato con Means. La carriera di quest’ultimo come attore fu tardiva: nel 1992 il ruolo da protagonista ne L’ultimo dei Mohicani al fianco di Daniel Day-Lewis; lo ritroviamo nel ‘94 in Natural Born Killers e nel film animato della Disney Pocahontas (1995), dove diede la voce al capo Powhatan.
Russell Means, già attivista del Movimento dei nativi d’America, noto al grande pubblico per l’interpretazione ne L’ultimo dei Mohicani, è morto ieri nel suo ranch di Porcupine, nel South Dakota, aveva 72 anni. La scomparsa è stata confermata da un portavoce della tribù Lakota Oglala.
Ricoverato dallo scorso mese di agosto per un cancro inoperabile alla gola, l’attore – stando all’Associated press – aveva scelto di superare la medicina convenzionale a favore dei rimedi tradizionali indiani. “Non ho intenzione di discutere con il Grande Mistero,” ha detto prima di “andare”. ” La convinzione Lakota è che la morte sia un cambiamento di mondi. E credo a ciò che mio padre credeva. Quando è il mio tempo di andare, è il mio momento di andare”.
Means fu protagonista della rivolta dell’American Indian Movement a Wounded Knee, nel 1973, quando il gruppo prese le armi per occupare la città del Sud Dakota. Due attivisti furono uccisi e un agente federale rimase paralizzato.
L’AIM, ispirato al movimento afro-americano per i diritti civili, nacque alla fine del 1960 per convogliare l’attenzione nazionale sulle condizioni dei nativi. L’organizzazione attrasse molti sostenitori a Hollywood, in particolare ebbe il sostegno di Marlon Brando, anche lui d’origine indiana. Rimase nella storia il rifiuto di Brando di ritirare l’Oscar del 1972 per il ruolo nel Padrino. Un’azione di protesta che l’attore intraprese proprio dopo essersi consultato con Means. La carriera di quest’ultimo come attore fu tardiva: nel 1992 il ruolo da protagonista ne L’ultimo dei Mohicani al fianco di Daniel Day-Lewis; lo ritroviamo nel ‘94 in Natural Born Killers e nel film animato della Disney Pocahontas (1995), dove diede la voce al capo Powhatan.
Nuvola Rossa - Oglala - Lakota
Guardami, sono povero e nudo ma sono il capo della Nazione.
Noi non vogliamo ricchezze.
Noi vogliamo allevare bene i nostri figli.
Le ricchezze non ci porterebbero nulla di buono.
Non potremo portarle con noi nell' altro mondo.
Noi vogliamo solo pace e amore.
Noi non vogliamo ricchezze.
Noi vogliamo allevare bene i nostri figli.
Le ricchezze non ci porterebbero nulla di buono.
Non potremo portarle con noi nell' altro mondo.
Noi vogliamo solo pace e amore.
Cochise, Apache
Perché rinchiudermi
in una riserva? Faremo la pace e la manterremo con lealtà. Ma lasciateci
andare in giro, liberi, come fanno gli americani. Lasciateci andare
dovunque ci piaccia... Voi, americani, avete cominciato a combattere.
Capo Giuseppe, Nez Perce
Vedo
che i bianchi in tutto il paese accumulano ricchezze, e vedo il loro
desiderio di darci terre senza valore.
La terra ed io siamo dello
stesso parere.
Le dimensioni della terra e le dimensioni dei nostri
corpi sono le stesse.
Diteci, se potete dirlo, che siete mandati da una
Potenza Creatrice a parlare con noi.
Forse voi pensate che il Creatore
vi ha mandati qui a
disporre di noi come
meglio vi pare.
Se io pensassi che voi siete inviati dal Creatore,
potrei essere indotto a pensare che avete il diritto di disporre di me.
Non fraintendetemi, ma capitemi pienamente tenendo conto del mio amore
per la terra.
Io non ho mai detto che la terra è mia per farne ciò che
mi pare.
L’unico che ha diritto di disporne è chi la ha creata.
Io
chiedo il diritto di vivere sulla mia terra e di accordare a voi il
privilegio di vivere sulla vostra.
Lupo Giallo
I bianchi descrivono solo un aspetto.
Dicono solo ciò che fa comodo a loro. Dicono molte cose che non sono
vere. L’uomo bianco ha raccontato solo le sue azioni migliori, e solo le
peggiori azioni degli indiani.
venerdì 19 ottobre 2012
La Medicina (Canto Apache)
Il Vento è la mia medicina che spazza via le pietre dalla mia mente.
La pioggia è la mia medicina che lava le mie ossa stanche.
Il mio cavallo è la mia medicina, e quando cavalco
il ritmo del suo passo dentro mi accende.
La pioggia è la mia medicina che lava le mie ossa stanche.
Il mio cavallo è la mia medicina, e quando cavalco
il ritmo del suo passo dentro mi accende.
Abbiamo dimenticato quanto l’acqua possa rinfrescarci e rinnovarci.
Abbiamo dimenticato che si ascoltano le piante che ci insegnano quali fra loro cogliere per il nostro benessere.
Abbiamo perso la capacità di spiare gli animali che con gentilezza ci offrono la loro saggezza, il loro riso, il loro amore.
Ci siamo chiusi a tutte queste relazioni e tuttavia ci chiediamo perché così spesso, ci prende la solitudine.
giovedì 18 ottobre 2012
ORSO IN PIEDI (LAKOTA)
Gli anziani Dakota erano saggi.
Sapevano che il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce.
Sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi
e per tutto ciò che cresce,conduce in fretta alla mancanza di rispetto per gli uomini.
Sapevano che il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce.
Sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi
e per tutto ciò che cresce,conduce in fretta alla mancanza di rispetto per gli uomini.
Per questa ragione il contatto con la natura,
che rende i giovani capaci di sentimenti profondi,
era un elemento importante della loro formazione ”.
che rende i giovani capaci di sentimenti profondi,
era un elemento importante della loro formazione ”.
Io
sono terra, sono vento, sono fuoco e sono pioggia. Io sono ogni cosa
che é buona. sono tutto quello che rimane. Io sono libero di librarmi
nel cielo. Io sono stato in ogni mare. Sono nato da tutte quelle cose,
io so di esistere. Io sono stato dappertutto, ma sono stato visto da
pochi. Tutti possono scoprire chi sono se lo vogliono. Io sono un Nativo
Americano
lunedì 15 ottobre 2012
Canto Apache
Ho i piedi coperti
di polvere straniera,
ma sopra di me
non è straniero il cielo,
e riconosco la lingua del vento.
Questa notte il fumo del bivacco
Parlerà di me alla mia gente.
di polvere straniera,
ma sopra di me
non è straniero il cielo,
e riconosco la lingua del vento.
Questa notte il fumo del bivacco
Parlerà di me alla mia gente.
domenica 14 ottobre 2012
Nel cuore di ogni uomo è radicato un appetito
spirituale per una fede assoluta, duratura e positiva in un'esistenza
futura. Essa lo rende tranquillo. Una fede di questo tipo è la base
indispensabile della personalità. Ma un buon numero di giovani non hanno
quest'ancora di salvezza per la propria anima.
La Prateria, la grande pianura d'erba, non era
affatto per noi indiani un luogo " selvaggio " ..... Solo l'uomo bianco
vedeva la natura incontaminata " selvaggia ", abitata da animali e
essere umani " selvaggi ". Noi vivevamo felici in ques
ta ricca terra,
e in tutte le cose sentivamo la benedizione del Grande Spirito. Ma anche per noi questo luogo divenne selvaggio: quando dall'Est arrivarono gli uomini barbuti, che perseguitarono noi e le famiglie che amavamo. Quando anche gli animali fuggirono dai boschi, per noi incominciò il " Selvaggio West "
e in tutte le cose sentivamo la benedizione del Grande Spirito. Ma anche per noi questo luogo divenne selvaggio: quando dall'Est arrivarono gli uomini barbuti, che perseguitarono noi e le famiglie che amavamo. Quando anche gli animali fuggirono dai boschi, per noi incominciò il " Selvaggio West "
GLI OCCHI DI UN GUERRIERO
Gli occhi,la porta dell’anima
il recipiente della verità ♥ Pontiac ♥
l’essenza dell’uomo.
Io guardo negli occhi di un guerriero e
vedo la gloria della nazione.
Un uomo, stà ritto, spalle larghe
sostenendo la storia e l’insita dignità
del suo popolo.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e capisco l’onore della nazione
la moralità............
l’umiltà...............
la spiritualità...........
di questo popolo.Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo il protettore della nazione
la prima e l’ultima linea di difesa
per i bambini e per gli anziani
per le donne e i deboli.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la fragilità dell’uomo
vacillare sotto il peso della sua responsabilità
e pur vacillante,
ancora fermo in piedi senza vergogna.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la visione di un uomo
i suoi sogni corrono più veloci
può misurare la sua impaziente andatura.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo l’uomo...
il recipiente della verità ♥ Pontiac ♥
l’essenza dell’uomo.
Io guardo negli occhi di un guerriero e
vedo la gloria della nazione.
Un uomo, stà ritto, spalle larghe
sostenendo la storia e l’insita dignità
del suo popolo.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e capisco l’onore della nazione
la moralità............
l’umiltà...............
la spiritualità...........
di questo popolo.Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo il protettore della nazione
la prima e l’ultima linea di difesa
per i bambini e per gli anziani
per le donne e i deboli.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la fragilità dell’uomo
vacillare sotto il peso della sua responsabilità
e pur vacillante,
ancora fermo in piedi senza vergogna.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la visione di un uomo
i suoi sogni corrono più veloci
può misurare la sua impaziente andatura.
Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo l’uomo...
venerdì 12 ottobre 2012
Proverbio
Non camminare dietro di me, potrei non condurre.
Non camminare davanti a me, potrei non seguire.
Cammina accanto a me affinchè possiamo essere uno solo.
Non camminare davanti a me, potrei non seguire.
Cammina accanto a me affinchè possiamo essere uno solo.
martedì 9 ottobre 2012
Canto d'amore
Questa notte ti ho sognata.
Nel sogno camminavi sui ciottoli della riva,
e io camminavo con te.
Ti ho sognata,
e sembrava fossi sveglio:
ti inseguivo,
Nel sogno camminavi sui ciottoli della riva,
e io camminavo con te.
Ti ho sognata,
e sembrava fossi sveglio:
ti inseguivo,
ti desideravo,
e tu eri desiderabile
come una giovanissima foca.
Tu eri una giovanissima foca
che si immerge
quando si sente inseguita dal cacciatore.
Così ti ho sognata,
così eri desiderabile.
e tu eri desiderabile
come una giovanissima foca.
Tu eri una giovanissima foca
che si immerge
quando si sente inseguita dal cacciatore.
Così ti ho sognata,
così eri desiderabile.
Siamo stati al Sud e abbiamo sofferto assai laggiù. Molti sono morti di malattie di cui non conosciamo neanche il nome. I nostri cuori cercavano e desideravano questo paese dove siamo nati. Siamo rimasti in pochi, e volevamo solo un po' di ...
terra dove poter vivere.
Abbiamo abbandonato le tende dove si trovavano e siamo fuggiti di notte. I soldati a cavallo ci hanno inseguiti. Sono andato incontro ai soldati e ho detto loro che non volevamo combattere; volevamo solo andare nel Nord, e se essi ci avessero lasciati in pace non avremmo ucciso nessuno. L'unica risposta che abbiamo ricevuto è stata una scarica di fucileria. Dopo di che abbiamo dovuto combattere lungo il cammino, ma non abbiamo ucciso nessuno che non ci avesse sparato per primo. Mio fratello, Tahmelapashme (Coltello Spuntato), ha preso metà della banda e si è arreso vicino a Fort Robinson... Hanno consegnato le armi: i bianchi li hanno uccisi tutti.
Abbiamo abbandonato le tende dove si trovavano e siamo fuggiti di notte. I soldati a cavallo ci hanno inseguiti. Sono andato incontro ai soldati e ho detto loro che non volevamo combattere; volevamo solo andare nel Nord, e se essi ci avessero lasciati in pace non avremmo ucciso nessuno. L'unica risposta che abbiamo ricevuto è stata una scarica di fucileria. Dopo di che abbiamo dovuto combattere lungo il cammino, ma non abbiamo ucciso nessuno che non ci avesse sparato per primo. Mio fratello, Tahmelapashme (Coltello Spuntato), ha preso metà della banda e si è arreso vicino a Fort Robinson... Hanno consegnato le armi: i bianchi li hanno uccisi tutti.
Proverbio Sioux
“Lungo il cammino delle vostra vita
fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario,
vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete!”
fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario,
vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete!”
venerdì 5 ottobre 2012
I bambini
In molte Nazioni la parola bambino
è lo stesso di "dono" e i bambini
sono considerati al centro del cerchio.
I bambini sono esseri sacri ..
Canto-D'Amore- APACHE-
Ragazza,
tu mi parli con tale gentilezza
che io di certo non me ne scorderò.
Conserverò le tue parole nella mente
mentre sarò lontano e solo
nella notte.
tu mi parli con tale gentilezza
che io di certo non me ne scorderò.
Conserverò le tue parole nella mente
mentre sarò lontano e solo
nella notte.
giovedì 4 ottobre 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)

















































